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Oct
02
2013
Buona la prima PDF Stampa E-mail
Scritto da riccardo   
castello di_farnetella_chianti castello di_farnetella_chianti_r chianti berardenga chianti berardenga_retro Sorvoliamo quest’oggi una zona molto amata dal B.A.O. e ancora non proprio familiare per il B.W.T.: Il Chianti Classico. Per diversi impegni lavorativi l’annata ufficiale parte con un mese di ritardo e il terzo anno del B.W.T. si apre con una bella degustazione tenuta dal nostro socio Marco Crespan, che propone due campioni davvero interessanti.

A tal proposito ricordiamo le tre desinenze “Classico”, “Superiore” e “Riserva”. Il termine “Classico” indica la zona più vocata, storica, caratteristica di quella specifica DOC. Il termine “Superiore” indica la gradazione alcolica più accentuata (più precisamente più alta di un grado rispetto al disciplinare di produzione). Il termine “Riserva” indica invece un anno in più di maturazione prima che il vino venga messo in commercio.

I vini in degustazione erano tre, ma purtroppo l’ultimo e più blasonato campione non è stato possibile degustarlo per un difetto del tappo.

I due campioni si sono contraddistinti per serbevolezza, freschezza e una discreta finezza. Fattoria di Felsina ha comunque saputo primeggiare per persistenza e armonia.

Ecco nello specifico le caratteristiche dei vini degustati:

nome

Chianti Colli Senesi

Chianti Classico Berardenga

denominazione

DOCG

DOCG
annata

2010

2003
azienda Castello di Farnetella

Fattoria di Felsina

regione

Tosacana

Toscana
vitigno/i sangiovese sangiovese
grado alcolico 13,50 % 13,50%
costo indicativo 10,00 € 15 €
punteggio in centesimi 83 87

 

Bontà

Acquisto (costo)

Opinione 

(qualità/prezzo)

BBBBBBB

AAAAAAA

nnn

nn

n

BBBBBBB

AAAAAAA

nnn

nn

n

recensione

Vino limpido, consistente. Un ingresso al naso pulito e fruttato. Toni lineari di fragola, prugna e con una discreta balsamicità nel finale. Fine e abbastanza complesso anche al palato, dove spicca una discreta acidità e una buona freschezza. Un discreta armonia generele ne fa un chianti onesto e sincero.

Buona limpidezza e consistenza. Fine e complesso. Una bella nota di ciliegia matura, toni di prugna, nuances di lampone e un caratteristico profumo di viola rendono il suo bouquette una facile lettura per i più esperti. Buona complessità ed eleganza che ritroviamo anche al palato. Bocca con una marcia in più rispetto al precedente campione. Buona persistenza e serbevolezza.

 
Oct
15
2013
Il decimo anno PDF Stampa E-mail
Scritto da riccardo   

casale del_giglio_zenato   petit verdot_casale_del_giglio ripassa zenato Il decimo anno del B.A.O. parte a ranghi molto ristretti. Una degustazione nata in pieno stile “raggi X”, nelle quali ogni socio porta un campione da degustare.

Come prima, timida, degustazione la votazione è stata semplicissima perchè i vini messi sul banco degli assaggi si sono comportati egregiamente in egual misura.

Due proposte molto diverse tra loro ma con un comune denominatore: “La piacevolezza”.

Due vini che vanno a stanziarsi e ad annoverarsi tra quei prodotti di “facile lettura” e dall'ottimo rapporto qualità prezzo.

Due assaggi facili, buoni, capaci di soddisfare numerosi palati e accompagnare innumerevoli pietanze del nostro patrimonio gastronomico.


Ecco nello specifico i vini degustati:

nome

Petit Verdot

Ripassa

denominazione

DOC

DOC
annata

2010

2009
azienda Casale del Giglio

Zenato

regione

Lazio

Veneto
vitigno/i Petit verdot Corvina, Rondinella e Molinara
grado alcolico 13,00 % 14,00 %
costo indicativo 9,00 € 12 €
punteggio in centesimi 85 86

 

Bontà

Acquisto (costo)

Opinione 

(qualità/prezzo)

BBBBBBB

AAAAAAA

nnn

nn

n

BBBBBBB

AAAAAAA

nnn

nn

n

recensione

Limpido e consistente, profondo. Ottimo ingresso al naso con toni di mora e altre bacche rosse, nuances vegetali, fieno, buona finezza e ampiezza di bouquet. Timide vene di liquirizia e di pepe le riscontriamo anche al palato dove da il meglio di se esprimendo vigore ed equilibrio. Buona tannicità e freschezza. Buona P.A.I. e armonia generale. I complimenti all’azienda per l'eccellente rapporto qualità prezzo.

Vino dai toni limpidi e dagli archetti marcati. Naso lineare, pulito, complesso. Frutti rossi quali mirtilli, lamponi, prugne sono i precursori di sentori più “avanzati” dei toni speziati che si percepiscono dopo qualche istante d’ossigenazione. Bella nota “marmellatosa” di prugna. In bocca è “ruffiano”, facile e immediato. Un buon equilibrio e una discreta acidità ne fanno un vino già pronto alla beva. Una buona armonia generale.

 
Sep
07
2013
Indimenticabile Verona PDF Stampa E-mail
Scritto da riccardo   

7 settembre 2013  

Indimenticabile Verona

"quando il tempo si salda costantemente alla passione che un uomo ha di una cosa, inevitabilmente esso stesso ci porta a scoprire il meglio di quella cosa". E' ciò che è accaduto al nostro socio d'eccellenza Riccardo che ha inaugurato questo X anno con la visita di due delle più importanti cantine del pianeta. Grazie Riccardo per il prezioso contributo che costantemente dai a questo piccolo gruppo di amanti del vino! Buona lettura a tutti...(G.Bel Fiore)

 Mai titolo fu più azzeccato. Qualche settimana fa, durante una splendida e calda giornata di inizio settembre, abbiamo avuto la possibilità ed il privilegio di visitare due delle cantine più prestigiose al Mondo: l’azienda Giuseppe Quintarelli e l’azienda Romano Dal Forno.

quinta 001

Quinta 006 Al mattino siamo stati gentilmente accolti dalla Famiglia Quintarelli, nello specifico dal nipote Francesco, che con pacata, umile e meticolosa attenzione ci ha fatto visitare l’azienda del  nonno “Bepi”. 

Non nascondo la mia personale emozione nel visitare questa cantina, considerando che da degustatore/sommelier il mio primo punteggio di 100/100 l’ho dato al suo Amarone riserva 1995 diversi anni fa. Il tour è iniziato con una panoramica sui vigneti, che circondano la proprietà e si affacciano sulla valle di Negrar.


Abbiamo proseguito in cantina, tra botti grandi e tonneaux, dove abbiamo potuto respirare tradizione e volontà di perpetuare quell’idea che “Bepi” Quintarelli aveva della “Sua” Valpolicella.

Un affascinante evolversi di emozioni, così si può definire la fase dell’assaggio dei vini di Quintarelli. Sin dal Primofiore, passando dalla Valpolicella, al Rosso del Pepi, all’Amarone, all’Alzero fino al Recioto della Valpolicella, ogni campione ci è stato servito con un rituale degno del mito. Non poteva essere diversamente, perchè al già sublime impatto che questi vini hanno sul palato, ci si aggiunge quel tocco di romanticismo che rende il tutto perfetto. 

Quinta 002    Quinta 003    Quinta 004

Dopo questa azienda così unica se si vuole visitare altre realtà, ci si deve assolutamente aspettere una naturale flessione della qualità e della potenza, eccezion fatta se si prosegue con l’azienda di Romano dal Forno. 

Giunti in Val d’Illasi, l’azienda si presenta in tutto il suo affascianante splendore, assomigliando più ad uno Château francese che alla classica azienda vitivinicola Italiana. La nuova cantina, in fase di ultimazione, supera di gran lunga le aspettative sia per quanto riguarda l’ampiezza dei vari ambienti, sia per quanto riguarda la modernità delle attrezzature.

   Forno 002

La Romano dal Forno è volta a produrre l’eccellenza, e questa può arrivare solo dal preciso e impeccabile controllo di ogni passaggio che va dalla raccolta delle uve all’imbottigliamento. La tecnologia ha un ruolo importante in ogni fase produttiva, ma come ci spiega Luca Dal Forno (il più grande dei figli di Romano, al quale facciamo ancora i nostri auguri per la recente nascita del figlio Gabriele) il motore di tutto è l’uva stessa, che deve giungere al raccolto in condizioni perfette. 

Forno 003

Forno 004















 

Spesso i vini di Dal Forno ci hanno abituato e stupito per la potenza e il profondo spessore gustativo, ma questa volta, dagli assaggi che abbiamo fatto direttamente dalle botti è emerso un nuovo e più marcato punto di forza, quale la brillante finezza ed una più delineata eleganza.

I nostri complimenti più profondi ad entrambe le aziende che hanno due diverse anime e due diverse personalità, ma un comune importantissimo denominatore: produrre vini eccellenti e dall’indiscussa qualità.


Riccardo Barbarani

 
May
31
2013
La Valpolicella del BWT PDF Stampa E-mail
Scritto da riccardo   

01 giugno 2013 

"La Valpolicella del B.W.T."

 

Tour enogastronomico della Valpolicella

 

arena vigneti

Il B.W.T. qualche giorno fa è approdato in Veneto. Una “missione” volta a scoprire il meraviglioso panorama enogastronomico della Valpolicella. Terrà dal fascino indiscusso, sia geograficamente, con le sue colline vitate alternate a piccoli e caratteristici grappoli di case, sia enologicamente con i suoi filari di corvina e corvinone intenti a captare i pochi raggi di sole che questa anomala primavera sta offrendo. 

L’intento primario è stato quello di selezionare delle cantine da visitare che potessero offrire un  panorama completo di questa vocatissima zona enologica. Obiettivo centrato. Suddivise su due giorni il nostro gruppo ha potuto, con puntualità magistrale, visitare le seguenti realtà: l’azienda Roccolo Grassi, l’azienda Vitivinicola Speri, l’azienda Corte Rugolin e l’azienda Pietro Zardini.

Quattro punti di vista diversi tra loro, ma tutti volti alla ricerca della perfezione e della qualità.

cantina

Iniziando dall’azienda Roccolo Grassi, di Marco Sartori, giovane produttore della Zona Est della Valpolicella, abbiamo potuto apprezzare il volto moderno e incisivo che può sviluppare questa terra. La sua passione per questo territorio e per il vino che riesce a produrre è di facile lettura in ogni sua parola. Passione e professionalità sono valori radicati in quest’azienda capace di produrre quarantamila bottiglie che spaziano dalla Valpolicella Superiore al Recioto della Valpolicella passando attraverso un voluttuoso Amarone. Senza dubbio l’espressione più autentica della Roccolo Grassi è da ricercare nella sua Valpolicella Superiore, capace di esprimere potenza e grande finezza in ogni sua sfumatura. 

speri bottiglie Spostando l’occhio sulla zona classica, la seconda azienda visitata è stata l’Agricola Speri. Grazie alla preparazione e accuratezza delle spiegazioni di Paolo Speri abbiamo potuto apprezzare la volontà di affermare la tipicità di un territorio, di rispettare la classicità di un prodotto come l’Amarone della Valpolicella. Forse difficile l’interpretazione nei primi anni di vita di questo prodotto, ma che sicuramente possiede ottime capacità d’invencchiamento e un’identità territoriale ben radicata in ogni sua tannica sfumatura. Azienda dalle trecentocinquantamila bottiglie che oltre a questo numero insiste per produrre una buona qualità, riscontrabile nei suoi prodotti di punta come l’Amarone Sant’Urbano e il Recioto della Valpolicella.

barrique

La terza azienda visitata è stata l’illuminante Corte Rugolin. La gentilissima Elena, che insieme al fratello Federico gestisce l’azienda di famiglia, ha saputo trasmetterci grande passione e professionalità. Sin dalla loro valpolicella “base” si percepisce un’ottima tipicità unita alla voglia di appassionare sin dal primo sorso. Producono vini di facile interpretazione con un occhio rivolto al lungo affinamento grazie all’Amarone Monte Danieli, capace di emozionare per una buona serbevolezza e alla sicura capacità di un ottimo invecchiamento. Non è la prima volta che visitiamo quest’azienda e come sempre respiriamo un piacevole calore famigliare che viene percepito anche nella volontà di produrre vini di buona complessità e allo stesso tempo carichi di genuinità e piacevolezza.

apr

statua Giunta sera, il gruppo B.W.T. non poteva esimersi dal ricercare un locale tipico dove cenare e chiudere il primo giorno di visite in modo degno. Il ristorante scelto è stato Al Pompiere, nelle immediate vicinanze della casa di Giulietta, alle spalle della statua del poeta dialettale veronese Berto Barbarani in piazza delle Erbe. Locale dal timbro rustico elegante, del quale è impossibile non innamorarsi. Il servizio impeccabile, l’eccellente qualità dei piatti e l’ottima scelta dei vini ha reso tutto quasi idilliaco. Non possiamo non menzionare un prodotto degustato durante la cena, che ha regalato non poche emozioni: la Valpolicella di Quintarelli annata 2004. Espressione di pura eleganza e potenza. Vino da 95pt.

 

zardini

L’ultima tappa del nostro “Tour Veronese” ha suscitato grande, grandissimo entusiasmo. Una visita nata quasi in sordina dato che non conoscevamo nemmeno i vini prodotti, azienda rivelatasi a dir poco sorprendente. Pietro Zardini è un giovane enologo con una radicatissima esperienza, lavora ufficialmente presso Zeni da oltre vent’anni e fa il consulente per altre sette aziende locali di media-grossa distribuzione. Pietro si diletta anche a fare vino proprio, producendo circa trentamila bottiglie. L’entusiasmo e la passione che trapelava dai suoi discorsi e dai suoi racconti ci ha profondamente emozionato, tanto da farci perdere il senso del tempo e polverizzando cinque ore davanti i suoi vini.

I suoi prodotti raccontano una Valpolicella carica di eleganza nel pieno rispetto delle tradizioni. Pietro produce con sapiente mano un Amarone della Valpolicella che saprà sfidare il tempo e mentre lo degustiamo, racconta di Bepi Quintarelli con la stessa emozione che suscitano i suoi prodotti, con la stessa genuinità che traspare dalla limpidezza del suo “Austero”, con la stessa suadente bellezza che può avere un Amarone di gran classe. Il suo prodotto di punta, il “Leone Zardini”, è una sfida. Ancora estremamente giovane, ma con potenzialità enormi. Zardini a parer nostro non può che annoverarsi tra i migliori produttori della Valpolicella.

Concludendo possiamo definire l’esperienza appena trascorsa come una delle più formative gite enogastronomiche mai effettuate.

Ringraziamo vivamente le aziende che ci hanno accolto con tanta pazienza e dedizione, promettendo di mettere in degustazione alla cieca molto presto i loro prodotti, alla cieca, in perfetto stile B.W.T.

 

Riccardo Barbarani

 
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